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Tavola rotonda - 9 Giugno 2010 - Infanzia Violata                                                                               


 

  • Dott.ssa Caterina Greco  -  magistrato  -  Marsala

  • Dott.ssa Anna Ponente  -  psicologa - responsabile Settore Sociale Istituto Valdese "La Noce" - Palermo
  • Dott.ssa Teresa Maggio -  psicologa - Marsala
  • Moderatrice: Pina Giacalone Teresi - insegnante - Marsala

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Pina Giacalone Teresi

 

 

"INFANZIA VIOLATA"

    Il titolo, "Infanzia violata", che l’incontro di oggi ci propone, mette in risalto un tema alquanto delicato che ci induce ad affrontarlo con la massima attenzione e sensibilità.

    Attenzione e sensibilità che l’associazione da me rappresentata, Chiesa Apostolica Pentecostale, ha dimostrato di possedere proponendo, in questi anni, conferenze volte a sensibilizzare l’opinione pubblica.

    Infatti, uno degli scopi dell’istanza che stiamo per trattare è appunto la sensibilizzazione e l’informazione perché è necessario prendere coscienza del problema e far sì che cambi il nostro modo di pensare attorno alle vittime che spesso colpevolizziamo ingiustamente e tutelare l’infanzia in generale dichiarandoci tutti quanti realmente dalla parte dei bambini.

    Cos’è l’abuso all’infanzia, dunque?

    In linea di massima ogni atto violento, ogni forma di oppressione, ogni forma di educazione che addestri all’asservimento, ogni maltrattamento fisico e psichico che si attua ai danni di un minore, è abuso e violenza all’infanzia.

    Ogni carezza che non è caratterizzata dall’affetto e dal rispetto, ma è monopolizzata al coinvolgimento in attività sessuali, è abuso sessuale sui minori. È pedofilia, come comunemente definiamo il problema.

    I danni e i disagi, che le vittime subiscono sia a livello fisico sia psichico, sono ingenti e a volte irreversibili. Le vittime, crescendo, diventano a loro volta carnefici, abusando di minori.

    Perché nasce l’abuso all’infanzia? Dove ricercarne le cause? Prima di tutto è importante sottolineare che in certi paesi è un fatto culturale a cui in verità non si da molto peso.

    Forme di schiavitù, di prostituzione minorile, sono all’ordine del giorno in paesi sottosviluppati, come anche matrimoni prematuri, lavoro minorile, bambini impegnati nelle guerre come soldati o come spie, bambine che subiscono mutilazioni genitali e così via.

    Nei paesi occidentali il problema prende una piega diversa ed è senz’altro addebitabile allo stato confusionale in cui versa la società, alla mancanza di valori, di etica, di ideali, che si rilevano in ogni campo professionale, politico, religioso. E non solo nella parte meno abbiente, come comunemente si pensa.

    L’abuso all’infanzia nasce anche dalla "de normalizzazione" della famiglia e dalle relazioni sociali.

    I dati che sono in nostro possesso e che ci forniscono l’Istat e l’Unicef non sono confortanti e nello stesso tempo non sono definitivi sia per la vastità del problema che per la mancata denunzia:

  • Più dell’85% dei bambini dai 2 ai 14 anni nel mondo è vittima di violenza.
  • 40 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale.
  • 1,2 milioni di minori vengono trafficati ogni anno.
  • 275 milioni di bambini hanno assistito ad atti di violenza domestica.
  • Il 36% delle bambine nei Paesi in via di sviluppo si sposa prematuramente.
  • Centinaia di migliaia di bambine vengono sottoposte a mutilazioni genitali.
  • Oltre un miliardo di bambini vivono in paesi colpiti da guerre e conflitti.
  • 14,6 milioni di bambini sono profughi.
  • Circa 250.000 bambini e bambine finiscono tra le fila di gruppi combattenti.
  • Ogni anno cresce il numero dei minori che migrano da soli nei paesi industrializzati.
  • Nella sola Italia tra i 400.000 e i 500.000 bambini sono vittime di sfruttamento sul lavoro.

    Come fare per porre rimedio a questa insanabile piaga? Come riuscire a curare le ferite che sono state inflitte ai nostri bambini?

    È necessario, prima di tutto, imparare a decifrare i segnali di disagio e le richieste di aiuto che ci inviano i nostri figli, nipoti, alunni. È importante riuscire ad ascoltarli, far sentire che siamo dalla loro parte e disposti a tutto pur di proteggerli, quindi anche alla denunzia.

    La tutela nei confronti dei bambini vittime di abusi è una questione fondamentale di cui la società tutta deve farsi carico senza esitazioni né mediazioni. La protezione dei bambini non può essere oggetto di un penoso scaricabarile fra famiglie, scuola e istituzioni.

    La loro difesa è un compito ben preciso che deve essere assunto dai genitori, dai fratelli maggiori, dai nonni, dagli educatori, dai giudici, insomma una responsabilità della società nel suo complesso.

    La convenzione dell’ONU chiarisce che la famiglia ha una sovranità limitata sui figli e quindi la responsabilità della tutela diventa di tutti. Dobbiamo prendere coscienza e capire che i bambini sono un dono di Dio e che ci sono stati affidati per crescerli e custodirli nel migliore dei modi.

    Ogni abuso sui minori è ingiusto e inammissibile perché va a ledere la sacralità del bambino in quanto persona: i bambini e le bambine sono valori assoluti.

      09-06-2010 - Pina Giacalone Teresi

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