Tavola
rotonda -
9 Giugno 2010 - Infanzia Violata
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RELAZIONE
INTRODUTTIVA
Pina Giacalone
Teresi
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"INFANZIA VIOLATA"
Il
titolo, "Infanzia violata", che l’incontro di
oggi ci propone, mette in risalto un tema
alquanto delicato che ci induce ad affrontarlo
con la massima attenzione e sensibilità.
Attenzione e sensibilità che l’associazione da
me rappresentata, Chiesa Apostolica
Pentecostale, ha dimostrato di possedere
proponendo, in questi anni, conferenze volte a
sensibilizzare l’opinione pubblica.
Infatti, uno degli scopi dell’istanza che stiamo
per trattare è appunto la sensibilizzazione e
l’informazione perché è necessario prendere
coscienza del problema e far sì che cambi il
nostro modo di pensare attorno alle vittime che
spesso colpevolizziamo ingiustamente e tutelare
l’infanzia in generale dichiarandoci tutti
quanti realmente dalla parte dei bambini.
Cos’è
l’abuso all’infanzia, dunque?
In
linea di massima ogni atto violento, ogni forma
di oppressione, ogni forma di educazione che
addestri all’asservimento, ogni maltrattamento
fisico e psichico che si attua ai danni di un
minore, è abuso e violenza all’infanzia.
Ogni
carezza che non è caratterizzata dall’affetto e
dal rispetto, ma è monopolizzata al
coinvolgimento in attività sessuali, è abuso
sessuale sui minori. È pedofilia, come
comunemente definiamo il problema.
I danni
e i disagi, che le vittime subiscono sia a
livello fisico sia psichico, sono ingenti e a
volte irreversibili. Le vittime, crescendo,
diventano a loro volta carnefici, abusando di
minori.
Perché
nasce l’abuso all’infanzia? Dove ricercarne le
cause? Prima di tutto è importante sottolineare
che in certi paesi è un fatto culturale a cui in
verità non si da molto peso.
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Forme di
schiavitù, di prostituzione minorile, sono all’ordine
del giorno in paesi sottosviluppati, come anche
matrimoni prematuri, lavoro minorile, bambini impegnati
nelle guerre come soldati o come spie, bambine che
subiscono mutilazioni genitali e così via.
Nei paesi
occidentali il problema prende una piega diversa ed è
senz’altro addebitabile allo stato confusionale in cui
versa la società, alla mancanza di valori, di etica, di
ideali, che si rilevano in ogni campo professionale,
politico, religioso. E non solo nella parte meno
abbiente, come comunemente si pensa.
L’abuso all’infanzia nasce anche
dalla "de normalizzazione" della famiglia e dalle
relazioni sociali.
I dati che sono in nostro possesso e
che ci forniscono l’Istat e l’Unicef non sono
confortanti e nello stesso tempo non sono definitivi sia
per la vastità del problema che per la mancata denunzia:
- Più dell’85% dei
bambini dai 2 ai 14 anni nel mondo è
vittima di violenza.
- 40 milioni
di bambini sono vittime di
abuso sessuale.
- 1,2 milioni
di minori vengono trafficati
ogni anno.
- 275 milioni
di bambini
hanno assistito ad atti di violenza domestica.
- Il
36% delle bambine nei Paesi in via di sviluppo si
sposa prematuramente.
-
Centinaia di migliaia
di bambine
vengono sottoposte a mutilazioni genitali.
- Oltre un miliardo di
bambini vivono in paesi colpiti da
guerre e conflitti.
- 14,6 milioni
di bambini sono profughi.
- Circa 250.000 bambini e bambine finiscono tra
le fila di gruppi combattenti.
- Ogni anno cresce il numero dei
minori che migrano da soli nei paesi
industrializzati.
- Nella sola Italia tra i
400.000 e i 500.000 bambini sono vittime
di sfruttamento sul
lavoro.
Come fare per porre rimedio a questa
insanabile piaga? Come riuscire a curare le ferite che
sono state inflitte ai nostri bambini?
È necessario, prima di tutto,
imparare a decifrare i segnali di disagio e le richieste
di aiuto che ci inviano i nostri figli, nipoti, alunni.
È importante riuscire ad ascoltarli, far sentire che
siamo dalla loro parte e disposti a tutto pur di
proteggerli, quindi anche alla denunzia.
La tutela nei
confronti dei bambini vittime di abusi è una questione
fondamentale di cui la società tutta deve farsi carico
senza esitazioni né mediazioni. La protezione dei
bambini non può essere oggetto di un penoso
scaricabarile fra famiglie, scuola e istituzioni.
La loro difesa
è un compito ben preciso che deve essere assunto dai
genitori, dai fratelli maggiori, dai nonni, dagli
educatori, dai giudici, insomma una responsabilità della
società nel suo complesso.
La convenzione
dell’ONU chiarisce che la famiglia ha una sovranità
limitata sui figli e quindi la responsabilità della
tutela diventa di tutti. Dobbiamo prendere coscienza e
capire che i bambini sono un dono di Dio e che ci sono
stati affidati per crescerli e custodirli nel migliore
dei modi.
Ogni abuso sui minori è ingiusto e
inammissibile perché va a ledere la sacralità del
bambino in quanto persona: i bambini e le bambine sono
valori assoluti.
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